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"Uno dei Mille"

Vincenzo Padula

sacerdote, cospiratore, garibaldino

 

 

Nell''800 Padula era il maggiore centro abitato del Vallo di Diano, e sede di un attivo comitato mazziniano , a cui capo era Vincenzo Padula.Sacerdote di sentimenti liberali, egli era tra gli organizzatori dell'insurrezione nazionale nel Salernitano, raccogliendo le armi in luoghi sicuri e tenendo  i contatti con gli altri patrioti della provincia e con quelli della contigua Basilicata.Convinto che le condizioni nel Meridione fossero mature per una rivolta,Carlo Pisacane   sbarcò a Sapri alla testa dei Trecento il 30.6.1857, e si mosse verso  Padula perchè contava sull'organizzazione insurrezionale predisposta da Vincenzo Padula. Ma il sacerdote liberale   era stato da poco arrestato dalla polizia borbonica, e la sua assenza disanimò i patrioti locali  contribuendo al fallimento della Spedizione, che proprio nei vicoli di Padula

 

                     Vincenzo Padula (1831-1860) venne sanguinosamente dispersa dalle truppe regolari borboniche.La sfortunata impresa del Pisacane venne poco dopo celebrata poeticamente nei versi de "La spigolatrice di Sapri" dal Mercantini. Dopo due anni di prigionia, Vincenzo Padula venne esiliato a Genova,città allora facente parte del Regno di Sardegna.Lì entrò in contatto con Garibaldi,  e  partì con i primi Mille che il 5 maggio 1860 si imbarcarono  da Quarto alla volta della Sicilia.Dopo la  sbarco a Marsala, Vincenzo combattè valorosamente a Calatafimi e Palermo, dove venne promosso capitano.Ma nella successiva battaglia davanti la fortezza borbonica di  Milazzo venne mortalmente ferito e spirò poco dopo, a  soli 28 anni.

 

Per i drammatici avvenimenti che videro come scenario il territorio di Padula dopo la realizzazione dell'Unità nazionale, con lo scontro tra i briganti , la Guardia Nazionale e l'Esercito,  cliccare qui .

 

Per un saggio biografico su Vincenzo Padula, cliccare qui

 

                            La battaglia di Calatafimi in una stampa d'epoca

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