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La storia del Castello di Padula inizia in epoca angioina, anche se probabilmente il luogo, per essere alla sommità di un monte che domina buona parte del Vallo di Diano, potrebbe essere stato fortificato fin dal periodo normanno.Tra il XIII ed il XIV sec. il castello rappresentò una valida opera difensiva nei confronti dei Siculo-Aragonesi, e comunque dei feudatari che volta a volta appoggiavano uno o l’altro pretendente al trono di Napoli nelle sanguinose contese  tra i vari rami della casa angioina.Un documento del 1383 ,  descrive i preparativi di assedio alla città di Padula ed al suo castello, fatti su ordine di Carlo III di Durazzo dopo la sua vittoria su Luigi I d’Angiò. Il re incarica Enrico Sanseverino, discendente del fondatore della Certosa , affinchè contro il castello di Padula “viriliter intendantur”, ed a tale fine ordina una provvista di danaro. 

  John Hawkwood nel dipinto di Paolo Uccello (Firenze) 

 

Giardino - Resti del castello

Nella descrizione  si parla di “un castello posto nel luogo più alto della Terra (di Padula, ndr) il quale ha una spatiosa uista sin nel Vallo Di Diano (…) forte che se puo defendere da qualsivolglia improuiso assalto oltre che tiene li fossi attorno hà una porta di piastre di ferro, poi se troua un supportico à la mia destra la carcere criminale à sinistra la carcere ciuile poi uno cortiglio scouerto inselicato con una cisterna in mezzo à sinistra una cantina à sinistra stalle più cocina granaro  de capacità di più di due milia tomola di grano” La descrizione prosegue con le stanze per i signori, per le donne , la servitù etc., precisando che il castello dispone di spazio per alloggiare tre famiglie.Comunque, sembra il castello venisse usato come residenza solo d’estate: d’inverno il luogo viene definito “troppo ventoso”, ed i signori scendevano nella residenza fatta appositamente costruire nel Vallo, non lontano dalla Certosa.

 

Giardino - Resti del castello
Resti di una torre del castello di Padula
danaro. Con il Sanseverino muove contro Padula anche il famoso capitano di ventura inglese John Hackwood (che poi italianizzerà il suo nome in Giovanni Acuto). Non si conosce però l’esito dell’assedio, se Padula cadde, e in caso positivo quali furono le conseguenze per il castello. Esiste  una descrizione del castello del 1630, quando esso era di proprietà dei De Ponte, che successivamente lo vendettero alla Certosa.

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